
La particolare posizione geografica della conca meranese, riparata dalle alte montagne del Parco Naturale Gruppo di Tessa, ne condiziona il clima, mite e temperato, rendendo possibile la massiccia presenza di piante mediterranee e tropicali nei numerosi giardini, nei parchi e lungo tutto il percorso delle famose passeggiate.
La storia della conca meranese e quindi dell'agglomerato cittadino ha origini remote ed essenzialmente legate al transito di genti, soldati e merci. Zona stanziale delle antiche popolazioni retiche, importante nodo viario in epoca romana, centro fortificato in epoca altomedioevale, la città fu capitale della Contea tirolese a partire dal XIII secolo, nonché centro amministrativo del "Burgraviato", la zona cioè compresa tra Tel, all'imboccatura della Val Venosta, e Gargazzone in Val d'Adige.
La città mantenne il titolo di capitale anche quando nel XV secolo i nuovi signori del Tirolo, gli Asburgo, trasferirono gli uffici amministrativi e la zecca ad Innsbruck. Ormai priva di significato politico ed economico, Merano divenne nel XVI secolo meta residenziale della nobiltà tirolese che qui prese a costruire raffinate residenze. Fra il XVII ed il XVIII secolo fu rifugio per molti degli scampati alle persecuzioni religiose in atto nella zona dei Grigioni.
Ma è l'ottocento il secolo della rinascita cittadina, quando cioè, grazie all'interessamento di ricercatori e medici ed alla prontezza di avveduti amministratori, si riuscì a fare di Merano una delle più importanti stazioni climatiche mitteleuropee.
Posta a 324 metri sul livello del mare, protetta da un ventaglio di alte montagne, poteva contare su un clima mite e tipicamente mediterraneo: in breve tempo divenne la meta prediletta dell'aristocrazia non soltanto asburgica ma prussiana, inglese, francese e russa. Fu tutto un fiorire di lussuosi alberghi e strutture cittadine degne di accogliere un pubblico tanto elegante. Nulla pareva poter fermare il continuo sviluppo della città quando nel 1914 la prima guerra mondiale ne interruppe bruscamente la vitalità.
Nel periodo fra le due guerre si lavorò alacramente fra mille difficoltà per sanare i danni e riportare in auge il centro di cura. Di notevole impulso fu, negli anni Trenta, la scoperta e quindi l'utilizzo delle acque radioattive del monte San Vigilio, ma un nuovo grosso ostacolo, la seconda guerra mondiale, si frappose alla completa ripresa della città.
All'indomani dell'immane conflitto si tornò a lavorare affinchè Merano potesse presto riconquistare appieno il proprio ruolo di punto di riferimento turistico.
Oggi la città ha ritrovato il suo antico fascino di città termale e centro climatico di cura (Terme di Merano). Le eleganti architetture, gli elaborati giardini ed i parchi lussureggianti sono l'eco di quell'importante passato e fanno di Merano un unicum fra le città alpine.
Non sarà difficile seguire le tracce dei fasti dell'antica capitale del Tirolo: il borgo medievale si era mantenuto quasi intatto fino alla metà del secolo scorso, quando la città divenne meta turistica e sia l'urbanistica che l'architettura dovettero rapidamente essere adeguate all'importanza del luogo.


