Ortisei

Museum de Gherdëina

La "Cësa di Ladins", la casa della lingua e cultura ladina ad Ortisei, ospita su due piani il "Museum Gherdëina", il Museo della Val Gardena.

Qui il visitatore attento può scoprire molte cose sulla cultura e sulla natura gardenese.

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Inaugurato nel 1960 il Museo della Val Gardena di Ortisei costituisce uno dei principali musei delle valli Ladine.

Il museo è organizzato in diverse sezioni e le sue collezioni coprono un arco cronologico eccezionale, dalla formazione delle montagne dolomitiche 200 milioni di anni fa sino alla documentazione artistica dell'alpinista e cineasta di fama internazionale di Ortisei Luis Trenker (1892 - 1990).

L'arte dell'intaglio in legno vanta una tradizione lunga più di quattro secoli.

Si possono ammirare sculture sacre di grandi artisti, nonchè sculture profane di ogni tipo: figure allegoriche, rappresentazioni di animali, personaggi della natività per presepi, figure per il gioco degli scacchi, una copiosa collezione di giocattoli in legno e di sculture d'ordine sacro e profano dell'arte gardenese dell'intaglio dal XVII secolo ai nostri giorni.

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Vi si ammirano le figure religiose attribuite agli scultori barocchi Trebinger e Vinazer, di cui si conservano gli originali dell'antica chiesa di San Giacomo di Ortisei, nonché le opere degli artisti della metà del XX secolo.

Una particolare menzione va ai presepi, composti all'inizio del XVIII sec. soltanto da poche figure, poi sempre più ricchi e completi.

Accanto a tutto questo offrono una testimonianza ricca e completa della storia e della cultura della valle le opere del grande pittore gardenese Josef Moroder Lusenberg (1846 - 1939) che rappresentano l'apice della collezione d'arte.

Il museo possiede un numero sorprendente di oggetti di inestimabile valore, tra cui la grande Tela Quaresimale di San Giacomo del 1620 proveniente dalla chiesa medioevale di San Giacomo, monumento culturale unico del suo genere conservatosi in Alto Adige, ed i rarissimi disegni a sanguigna del 1490 del maso Bierjun vicino ad Ortisei.

L'interessante mostra multimediale "Bierjun" 1490. Una "Passione nascosta" presenta la piccola stanza da letto del maso di Bierjun con i rarissimi disegni a sanguigna d'epoca medievale.

Reperti archeologici risalenti all'età della pietra testimoniano degli insediamenti nella Val Gardena. Preziosi fossili e minerali documentano la morfologia delle Dolomiti.

Nel Museo si trova la più ricca collezione scientifica sulle Dolomiti occidentali in Alto Adige. Bellissimi fossili di piante e animali terrestri e marini documentano l'evoluzione e il processo formativo delle montagne dolomitiche nell'arco di 250 milioni di anni.

Unico nella regione è stato il ritrovamento del grande Ittiosauro del Monte Seceda.

La sezione mineralogica presenta l'affascinante collezione di Enrico Moroder di esemplari di Analcime, Apofillite, Calcite e Prehnite rinvenuti sull'Alpe di Siusi e di cui sono la distintiva caratteristica.

Completano l'esposizione un'interessante varietà di minerali provenienti anche dalle valli limitrofe.

Nella sezione naturalistica è esposta una collezione di farfalle ed esemplari della flora e della fauna alpina, tra cui un capriolo albino.

Di notevole rilevanza storico-culturale nella sezione archeologica è la serie di preistorici manufatti litici di selce ritrovati al Plan de Frea (Passo Gardena) e di oggetti appartenenti all'età del ferro rinvenuti al Col de Flam presso Ortisei; tra questi si conservano fibule, anelli, spade e attrezzi da lavoro di considerevole fattura.

Eccezionale è il ritrovamento del "Pugnale del Balèst" risalente all'età del bronzo.

Uno dei tesori del Museo sono gli antichi giocattoli in legno collezionati da Giovanni Senoner Vastlé. Bambole snodabili, cavalli a dondolo, burattini. Sono stati creati dal 1700 al 1940 da intere famiglie unite attorno al tavolo di lavoro nelle loro umili stube e in seguito esportati in tutta Europa.

Luis Trenker

Luis Trenker nacque nel 1892 ad Ortisei; nel 1924 lascia la Val Gardena e va in Germania dove inizia la carriera cinematografica; proprio qui negli anni '30 si sviluppa con lui quel filone filmografico dedicato alla montagna noto come "Bergfilm". Infatti, oltre ad essere attore, regista e sceneggiatore, Trenker era prima ancora scalatore.

Nel 1960, attraverso i racconti della sua vita avventurosa alle televisioni tedesche, Trenker promuove la conoscenza della montagna e ne divulga l'immagine turistica. Muore nel 1990 ed è sepolto ad Ortisei.

Nel marzo del 2004 gli eredi, assolvendo il volere dell'artista, consegnano al Museo della Val Gardena l'intero "Archivio Luis Trenker" che comprende il materiale di documentazione della carriera artistica di Luis Trenker (corrispondenze, foto, copioni, manifesti, accessori di scena, cineprese). Questo si aggiunse alla collezione di oggetti personali dell'artista già in possesso del museo dal 1990.

Per i 25 anni dalla sua morte la mostra è stata aggiornata: il visitatore viene trasportato a casa Trenker, circondato dai suoi mobili e dai ricordi di alpinista appassionato, di star del cinema, di autore e narratore. E si può percepire il carisma di Luis Trenker ascoltando i suoi racconti o guardandolo recitare sullo schermo.

Info
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