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Castello Moos Schulthaus

Situato nella fertile zona collinare dell'Oltradige, il castello Moos Schulthaus si presenta non tanto come un vero castello, quanto come una casa padronale. La parte più antica, databile verso il 1250, è costituita da una semplice torre di guardia dell'età romanica.

Nel corso degli ultimi quattro secoli la torre fu ampliata fino ad assumere l'aspetto attuale. Dal 1356 in poi la torre, ormai ingrandita, serviva da castello da caccia. Ampliata nel 1550 e successivamente nel 1650, fu residenza della famiglia nobiliare degli Schulthaus fino al 1850.

Passò poi ad una famiglia di contadini, senza peraltro subire modifiche nella sua struttura architettonica, cosicchè si presenta tutt'ora nella sua varietà di stili che vanno dal romanico al gotico fino al cosiddetto stile dell'Oltradige, che unisce felicemente elementi del tardo gotico locale con quelli del rinascimento importati da maestranze italiane.

La svolta decisiva nella storia di Moos si ebbe nel 1958 quando il noto collezionista e mecenate Walther Amonn di Bolzano acquistò il castello. Un delicato restauro, che portò alla luce affreschi del '400 e riportò la struttura architettonica al suo aspetto originale, contribuì a valorizzare il singolare aspetto di questo castello-maniero. Nel 1984 fu costituita la Fondazione Walther Amonn con lo scopo di rendere il castello accessibile al pubblico in forma di museo.

L'ingresso attuale si trova nella parte più antica, cioè nella torre. Conserva tutt'ora il vecchio impalcato di solide travi in legno di larice. Sono inoltre visibili cospicue tracce di affreschi del 1450 ca. con motivi arabeschi (tralci di viti). L'atrio presenta alcuni vecchi mobili (notevole una grande cassapanca gotica).

Si passa quindi al primo piano (aggiunta gotica del 1356). Nella stanzetta, adibita a ritrovo dopo la caccia, sono visibili affreschi databili attorno al '400 raffiguranti scene di caccia. Tra l'altro troviamo una interessantissima rappresentazione della cosiddetta guerra tra topi e gatti, unica nel suo genere in tutto l'arco alpino, di antichissima origine.

Passando poi nella stanzetta attigua, ci troviamo in una camera da letto completamente arredata con mobili tardo-rinascimentali risalenti al 1650 ca. Da notare il letto a baldacchino stretto e corto (per due persone) ed una bellissima cassapanca ad intarsie. Interessante una aggiunta del 1650 per i servizi igienici (i ben noti gabinetti a caduta libera); ne vediamo uno allo stato originario adiacente alla piccola stanzetta-soggiorno per donne e bambini, situata quest'ultima verso sud-est, cioè verso la parte più soleggiata.

Essa conserva pressochè intatte le decorazioni pittoriche di pareti e soffitti databili attorno al 1550 (tardo gotico), rappresentanti piante, fiori e frutti tipici della zona. Interessante l'unicorno in un querceto. Il soffitto è riccamente decorato con motivi simili. In questa stanza troviamo un'altra curiosità: è una piccola camera di sicurezza con porta in ferro nella quale si conservano oggetti di valore o documenti, riparati così da eventuali incendi, molto frequenti in castelli mdeioevali.

Continuiamo l'itinerario salendo alcuni gradini ed arrivando nuovamente nella parte più antica, cioè nella vecchia torre di guardia. Anche qui vediamo le pareti affrescate con dipinti di diverse epoche. Visibile il vecchio campanello tutt'ora in funzione. Altra piccola salita ed arriviamo in una bellissima e perfettamente conservata "Stube" gotica dei primi anni del '500. È questo uno dei pochi esemplari che si trovano tutt'ora al loro posto originario, costruita con travature di legno e con il soffitto a botte con travi riccamente intagliate. Le nicchie delle grandi finestre sono dotate dei tipici posti a sedere.

Le finestre presentano i caratteristici vetri con legature a piombo. Inoltre si trova nella stube una stufa a muratura che veniva alimentata dalla cucina adiacente. Anche questa cucina del '500 è un piccolo gioiello in quanto conserva fino ad oggi le antiche sembianze ed un grande numero di oggetti in uso durante i vari secoli.

Salendo diversi gradini arriviamo alla fine in una piccola e raccolta stube che fungeva da soggiorno alla servitù che lavorava nei vigneti e frutteti per la famiglia degli Schulthaus. Costruita nell'ultima aggiunta del 1650 ca., essa ovviamente non è così riccamente decorata come la precedente ma si presenta pur sempre come ambiente molto accogliente, essendo anch'essa rivestita tutta in legno.

In questa stube si trovano raccolti attrezzi ed utensili degli ultimi due secoli; attrezzi che servivano per la lavorazione dei vigneti e dei campi nonchè per l'uso quotidiano; essi sono in parte dipinti e decorati e danno un'idea della fantasia creativa e decorativa di quell'epoca. Raggiungiamo le stanze da letto salendo una ripida scala che sfrutta lo spessore della vecchia torre. È visibile pure una spia, cioè una fessura attraverso la quale si guardava nell'atrio della torre.

Scendiamo quindi fino ad arrivare nel vano d'ingresso. Da qui si scende nella cantina. Questa si presenta come una grande sala che in epoca posteriore fu destinata a cantina dei vini.

In questa sala, che presenta tutt'ora la grande travatura datata 1356, si trova una collezione di quadri di artisti locali della prima metà del ventesimo secolo. Questa raccolta ci dà un'idea di tutte le correnti artistiche che nel periodo dal 1920 fino a tempi recenti si susseguirono nella nostra zona. Il fondatore Walther Amonn, grande collezionista, si presenta qui come mecenate magnanimo lasciando alla sua fondazione questa interessante raccolta.

Direttamente dalla cantina si esce attraverso un grande portone che serviva come accesso per le grandi botti di vino.